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Il grafene sostituisce il silicio nelle nano-tecnologie
 

Ricerche all'avanguardia nel gruppo di lavoro del professor Tullio Rozzi a Ingegneria.

E il dottor Luca Pierantoni, che ne fa parte, ha fondato il comitato tecnico internazionale MTT - 25

immagine grafene

È recentemente apparso sulla rivista Science un documento col quale i ricercatori della multinazionale IBM Research hanno realizzato un transistor al grafene, foglio monoatomico di carbonio, con una frequenza limite di funzionamento di 100 miliardi di cicli al secondo (100 Gigahertz). Un risultato, questo, che è una pietra miliare dell'elettronica basata sui nuovi materiali al carbonio, una ricerca volta a sviluppare dispositivi ad alte prestazioni e circuiti integrati fino alla nano-scala (un milionesimo di millimetro). Uno dei principali vantaggi del grafene, rispetto al silicio su cui poggia ancora l'attuale tecnologia, sta nella velocità molto elevata con cui gli elettroni si propagano, senza manifestare collisioni, quindi senza originare riscaldamento.

In questo settore delle nanotecnologie è all'avanguardia anche il gruppo di ricerca di Microonde, Ottica e Fotonica guidato dal professor Tullio Rozzi dell'Università Politecnica delle Marche, che fra i primi in Italia si è dedicato allo studio di dispositivi nano-metrici basati su nuovi materiali e tecnologie. Dopo alcuni anni di iniziative a livello internazionale, un ricercatore di tale gruppo, il dottor Luca Pierantoni ha contribuito a fondare ed è ora il coordinatore del comitato tecnico MTT25 - Radio-Frequency Nanotechnology che fa parte di MTT (nell'ambito della "IEEE Microwave Theory and Techniques Society"), principale sodalizio internazionale, che conta più di 11000 membri, per la promozione della teoria e tecnica delle microonde, onde millimetriche e oltre.

L'obiettivo principale del nuovo comitato tecnico MTT-25 - Radio-Frequency Nanotechnology è quello di essere il punto di contatto tra la tecnologia dei nuovi materiali e l'elettronica a radio-frequenza. Oltre ai modelli di simulazione, il gruppo di lavoro di Ancona che fa capo al Dipartimento di Ingegneria Biomedica, Elettronica e Telecomunicazioni, ha sviluppato un laboratorio attrezzato di microscopio a scansione di sonda di superficie capace di visualizzare strutture delle dimensioni del nanometro.

 
 
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Ultimo aggiornamento: 08-09-2010

 
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