Acinetobacter baumannii è un microrganismo emergente, responsabile di gravi infezioni nosocomiali e dotato spesso di estrema antibiotico-resistenza. Attualmente i ceppi isolati dai nostri ospedali presentano sensibilità limitata ad uno o massimo due antibiotici. Uno di questi antibiotici appartiene alla famiglia delle polimixine, molecole di natura peptidica prodotte dai batteri. Composti simili, di natura peptidica, vengono isolati anche da animali e piante e rivestono, probabilmente, un ruolo di prima linea nelle difese antinfettive. Il nostro studio è stato realizzato al fine di valutare l'efficacia terapeutica della buforina II, da sola o in associazione alla rifampicina, in un modello animale di sepsi causata da Acinetobacter baumannii. La buforina II è stata scelta in quanto prodotta da anfibi: questi animali sintetizzano la molecola a livello cutaneo e questa caratteristica li rende estremamente resistenti alle infezioni delle ferite, come dimostrato da esperimenti chirurgici eseguiti in assenza di asepsi. Nel nostro modello animale la sepsi da A. baumannii è stata provocata dalla iniziale iniezione per via intraperitoneale di un alto inoculo batterico nei ratti. Sono stati utilizzati due ceppi diversi: quello di riferimento internazionale ed un nostro isolato clinico multiresistente.
Buforina II ha mostrato una buona attività antimicrobica ottenendo significativa riduzione della mortalità e delle concentrazioni plasmatiche di endotossina e citochine rispetto ai gruppi di controllo non trattati ed a quelli trattati con sola rifampicina. La combinazione delle due molecole ha mostrato la presenza di discreto sinergismo con risultati migliori per tutti gli outcomes considerati.
Per il testo completo rivolgersi a:
Prof. Andrea Giacometti
Dipartimento di Scienze Biomediche
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