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Tipologie di pensione e requisiti di accesso

Procedimento

Il dipendente che intenda accedere alla pensione deve presentare domanda all'INPS GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI esclusivamente in via telematica:

- tramite un Patronato

- tramite Servizio  Web direttamente dall'iscritto che sia in possesso di PIN dispositivo;

- tramite il servizio di Contact Center Integrato disponibile al numero verde 803.164, solo per gli iscritti dotati di PIN dispositivo.

E' sempre opportuno far pervenire all'Amministrazione copia dell'istanza presentata all'INPS GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI o  copia della ricevuta di trasmissione.

 

Al raggiungimento del limite di età il collocamento a ripsoso viene disposto d'ufficio, mentre in caso di pensionamento anticipato rispetto al limite di età il dipendnete deve produrre apposita istanza all'Amministrazione per la cessazione dal rapporto di lavoro.

Ferma restando la disciplina relativa alla risoluzione del rapporto di lavoro e ai termini di preavviso previsti dal CCNL, considerato che al fine di assicurare continuità tra l'ultimo stipendio e la prima rata di pensione l'Amministrazione è tenuta alla trasmissione all'INPS della pratica almeno tre mesi prima della data di decorrenza della pensione, è comunque opportuno presentare la domanda con un congruo anticipo (circa sei mesi prima della data di cessazione).

 

 

 

Pensione di vecchiaia (art. 24 - comma 6 lett. c e comma 7 legge 214/2011)  

Pensione di vecchiaia (art. 24 - comma 6 lett. c e comma 7 legge 214/2011)

Per effetto di quanto disposto dalla legge 22/12/2011 n. 214 e in base agli adeguamenti alle speranze di vita stabiliti con decreti del MEF del 06/12/2011 e del 16/12/2014 la pensione di vecchiaia  è corrisposta al raggiungimento dei seguenti requisiti anagrafici e contributivi

 
 
Decorrenze
Età anagrafica
Anzianità contributiva
dal 01/01/2013
66 anni + 3 mesi
20 anni
dal 01/01/2016
66 anni + 7 mesi
20 anni
 
 

Nel caso in cui il 1° accredito contributivo decorra successivamente al 1° gennaio 1996, ulteriore condizione per accedere alla pensione di vecchiaia è che l’importo non sia inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale, annualmente rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del PIL nominale calcolato dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente.

Si prescinde dal requisito di importo minimo della pensione se in possesso di un’età anagrafica pari a 70 anni (70 anni + 3 mesi dal 2013, 70 anni + 7 mesi dal 2016), ferma restando un’anzianità contributiva effettiva di 5 anni.

 

Ai sensi di quanto disposto dall'art. 12 del DL n. 78/2010 convertito in Legge n. 122/2010 il requisito anagrafico sarà oggetto di ulteriore adeguamento con decorrenza 01/01/2019 e successivamente con cadenza biennale.

L'art. 24 comma 9 del DL n. 201/2011 dipsone comunque che per coloro  che maturano il diritto alla prima decorrenza utile al pensionamento dall'anno 2021 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia non possa essere inferiore a 67 anni.

 

 

Collocamento a riposo obbligatorio

 La riforma ha modificato i requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia, ma non ha modificato i limiti di età per la permanenza in servizio. Pertanto per i dipendenti che maturano il diritto ad una pensione diversa da quella di vecchiaia, il rapporto di lavoro cessa al raggiungimento del limite di età fissato dalla normativa generale (compimento del 65° anno di età, esclusi i professori universitari ai quali si applicano i limiti di età previsti dai rispettivi ordinamenti).

 

Tuttavia, qualora il dipendente al raggiungimento del limite di età ordinamentale non abbia maturato il diritto a percepiure la pensione, l'Amministrazione trattiene in servizio il dipendente fino al conseguimento della prima decorrenza utile per la pensione.

 

Decorrenza

Per coloro che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o per la pensione  anticipata a decorrere dall’01/01/2012, non trovano applicazione le disposizioni relative alle finestre mobili, per cui possono accedere alla pensione dal giorno successivo alla maturazione dei requisiti.

Pensione anticipata (art. 24, comma 10, legge 214/2011)  

Pensione anticipata (art. 24, comma 10, legge 214/2011)

 Per effetto di quanto previsto dalla legge 22/12/2011 n. 214 il diritto alla pensione anticipata si matura a prescindere dall'età anagrafica al raggiungimento dei seguenti requisiti di anzianità contributiva, aggiornati in base agli adeguamenti alle speranze di vita disposti con decreti del MEF del 06/12/2011 e del 16/12/2014

Decorrenze
Anzianità contributiva donne
Anzianità contributiva uomini
dal 01/01/2014
41 anni e 6 mesi
42 anni e 6 mesi
dal 01/01/2016
41 anni e 10 mesi
42 anni e 10 mesi
 

Il requisito contributivo sarà oggetto di ulteriore adeguamento con decorrenza 01/01/2019 e successivamente con cadenza biennale.

 

Pensione anticipata contributiva

Per i dipendenti  il cui primo accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, la pensione anticipata può essere conseguita dal 01.01.2013 con l’età anagrafica di 63 anni + 3 mesi (63 anni + 7 mesi dal 01/01/2016) e  con un’anzianità contributiva  di almeno 20 anni, purché l’importo  della pensione non sia inferiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale annualmente rivalutato in base alla variazione media quinquennale del PIL nominale calcolato dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente.

 

Penalizzazioni

Per chi accede alla pensione anticipata prima dei 62 anni la quota di  trattamento pensionistico  relativa all’anzianità contributiva maturata  fino al 31/12/2011 è ridotta

- dell’1%  per ogni anno dai 60 ai 62

- del 2% per ogni anno precedente i 60

 

La legge n. 190 del 23/12/2014 (legge di stabilità 2015) dipsone che con effetto sulle pensioni decorrenti dal 01/01/2015 non si applica la penalizzazione sulla pensione anticipata per i soggetti che maturano il requisito di anzianità contributiva entro il 31/12/2017.

 

Decorrenza

Per coloro che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o per la pensione  anticipata a decorrere dall’01/01/2012, non trovano applicazione le disposizioni relative alle finestre mobili, per cui possono accedere alla pensione dal giorno successivo alla maturazione dei requisiti.

 

Categorie escluse dall’applicazione delle disposizioni di cui alla legge 214/2011

Per espressa previsione normativa continuano ad applicarsi le regole previgenti alla riforma ai seguenti soggetti:

 

- Dipendenti che hanno maturato i requisiti entro il 31/12/2011

I dipendenti che entro il 31/12/2011 hanno maturato i requisiti di età e/o di anzianità contributiva  previsti dalla normativa vigente prima dell’entrata in vigore della legge 214/2011, come sotto indicato,  conseguono il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa  :

   - dipendenti che hanno compiuto  65 anni di età e maturato 20 anni di contributi;

   - lavoratrici che hanno compiuto 61 anni di età e maturato 20 anni di contributi;

   - dipendenti che hanno maturato  40 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica : (39 anni 11 mesi e 16 giorni si arrotondano a 40 anni) ;

   -dipendenti che hanno maturato "quota 96", cioè per i quali la somma dei valori di età anagrafica e di anzianità contributiva non sia inferiore a 96, rispettando comunque i requisiti minimi di 60 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva.

 

- Lavoratrici che optano per la pensione contributiva (opzione donna)

Fino al 31/12/2015 per le lavoratrici dipendenti è confermata la possibilità di conseguire il diritto alla pensione di anzianità con un'età anagrafica di 57 anni + 3 mesi e 35 anni di anzianità contributiva, a condizione che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo (art. 1 - comma 9 - Legge 243/2004) e purché il requisito anagrafico e contributivo sia maturato entro 30.12.2014 (per effetto dell’applicazione della finestra mobile di 12 mesi).

 
Pensione per inabilita'  

Pensione per inabilita'

  •  Inabilita' relativa

E' la pensione che viene corrisposta al dipendente quando cessa dal servizio per inidoneità a svolgere la mansione o proficuo lavoro conseguente ad infermità non dipendente da causa di servizio.

 

Requisiti

- anzianità contributiva non inferiore a 15 anni;

- stato di inidoneità a svolgere la mansione o proficuo lavoro conseguente ad infermità non dipendente da causa di servizio, riconosciuta dalla competente commissione medica;

- risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio.

 

Decorrenza

La decorrenza è dal primo giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Calcolo

La pensione viene calcolata sulla base dell'anzianità contributiva maturata alla data di cessazione dal servizio, senza il riconoscimento di alcun beneficio.

 
  • Inabilità assoluta e permanente

 E' la pensione che viene corrisposta al dipendente quando cessa dal servizio per assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa conseguente ad infermità non dipendente da causa di servizio.

 

Requisiti

- anzianità contributiva minima di 5 anni di cui 3 esistenti nel quinquennio antecedente la decorrenza della pensione;

- risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio;

- stato di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa conseguente ad infermità non dipendente da causa di servizio, riconosciuta dall'apposita Commissione Medica di verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

Decorrenza

La decorrenza è dal primo giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Calcolo

La pensione di inabilità di cui all'art. 2 - comma 12 - Legge 335/1995 viene determinata aggiungendo un beneficio consistente in una maggiorazione contributiva pari agli anni mancanti al raggiungimento dei 60 anni, fino ad un massimo di 40 anni di servizio.

 

In ogni caso la misura della pensione così calcolata non potrà superare l'80% della base pensionabile.

 

 

Modulistica:

 

Documento in formato Rich Text Format Istanza di inabilità da presentare all'Amministrazione personale docente (17 KB) 

Documento in formato Rich Text FormatIstanza di inabilità da presentare all'Amministrazione personale tecnico amministrativo(21 KB)

Documento in formato Adobe Acrobat  Modello di certificato medico da allegare all'istanza (17 KB)

 

 

Pensione privilegiata  

Pensione privilegiata

 L’art. 6 della legge 214/2011 abroga l’istituto della pensione privilegiata fatti salvi i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore  della legge stessa e quelli per i quali alla predetta data non siano ancora scaduti i termini per la presentazione  della domanda.

Pensione ai superstiti  

Pensione ai superstiti

 La pensione ai superstiti viene definita:

 

- Pensione indiretta, quella che spetta agli aventi diritto del dipendente deceduto in costanza di attività di servizio,

- Pensione di reversibilità, quella che spetta agli aventi diritto del soggetto già pensionato.

 

Requisiti

 - anzianità contributiva non inferiore a 15 anni oppure 5 anni di contribuzione di cui almeno 3  nei 5 anni precedenti la data del decesso.

 

Beneficiari

 - coniuge (anche coniuge separato o divorziato in presenza di determinate condizioni)

- figli (legittimi ed equiparati*) che, al momento del decesso risultavano a carico dell'iscritto o pensionato e che rientrano in una delle seguenti condizioni:

- minorenni;

- studenti di scuola media superiore o professionale fino a 21 anni di età;

- studenti maggiorenni universitari per tutta la durata legale degli studi, e comunque non oltre 26 anni di età;

- maggiorenni inabili;

 

*sono equiparati a figli legittimi e naturali:

- i figli adottivi e quelli affiliati del pensionato o iscritto deceduto;

-i figli naturali non riconoscibili dal pensionato o iscritto deceduto, per i quali questi era          tenuto al mantenimento o agli alimenti in virtù di sentenza;

-i figli naturali non riconoscibili dal pensionato o iscritto deceduto che nella successione del genitore hanno ottenuto il riconoscimento del diritto all'assegno vitalizio;

-i figli nati dal precedente matrimonio del coniuge del pensionato o iscritto deceduto;

-i figli naturali riconosciuti dal coniuge del pensionato o iscritto deceduto, o dichiarati tali in giudizio;

-i nipoti in linea retta minori e viventi a carico dell'iscritto o del pensionato, anche se non formalmente affidati.

 

In mancanza di coniuge o di figli che abbiano diritto alla pensione, questa spetta ai genitori del pensionato o iscritto se alla data del decesso:

- hanno almeno 65 anni d'età;

- non sono titolari di altra pensione;

- sono a carico del pensionato o iscritto deceduto.

 

In mancanza di coniuge, figli o genitori che abbiano diritto alla pensione, questa spetta ai fratelli celibi ed alle sorelle nubili dell'iscritto o del pensionato se alla data del decesso:

- sono inabili al lavoro (anche in età inferiore ai 18 anni);

- non sono titolari di altra pensione;

- sono a carico dell'iscritto o del pensionato deceduto.

 

Misura

 La pensione spettante ai beneficiari si determina moltiplicando l'importo della pensione diretta o quella che sarebbe spettata all'iscritto per le aliquote di reversibilità:

            - solo coniuge 60%

            - un solo figlio in assenza del coniuge 70%

            - coniuge con un figlio 80% (60% coniuge + 20% figlio)

            - coniuge con due o più figli 100% (60% coniuge + 20% per ogni figlio)

            - due figli in assenza del coniuge 80% ( 40% per ciascun figlio)

            - tre o più figli 100%

            - genitori, fratelli o sorelle 15%

           

            La misura non può mai eccedere il 100% che sarebbe spettato al pensionato o iscritto deceduto.

 

Limiti di cumulabilità

La pensione determinata secondo le regole di cui sopra, subisce delle riduzioni in presenza di altri redditi posseduti dai beneficiari:

 

Riduzione        Reddito del beneficiario

   25%             reddito annuo superiore a 3 volte il trattamento minimo INPS

   40%             reddito annuo superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS

   50%             reddito annuo superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS

 

 

Tali riduzioni non si applicano qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.

 

Totalizzazione e cumulo di periodi assicurativi  

Totalizzazione e cumulo di periodi assicurativi

 

Totalizzazione

Con la totalizzazione è possibile cumulare i contributi versati presso due o più casse previdenziali per ottenere un'unica pensione (D.Lgs n. 42/2006 come modificato dalla Legge 247/2007).

 

La richiesta va presentata all’ultima Gestione Previdenziale presso la quale il lavoratore risulta iscritto.

 

Possono essere liquidate con totalizzazione le seguenti prestazioni:

- pensione di vecchiaia in totalizzazione: con 65 anni + 3 mesi (65 anni + 7 mesi dal 2016) di età e anzianità contributiva non inferiore a 20 anni

- pensione di anzianità in totalizzazione: con 40 anni + 3 mesi (40 anni + 7 mesi dal 2016) di anzianità contributiva indipendentemente dall'età anagrafica

- pensione di inabilità

- pensione indiretta ai superstiti

 

I requisiti di età e di anzianità contributiva saranno oggetto di ulteriore adeguamento con decorrenza 01/01/2019 e successivamente con cadenza biennale.

 

Per ottenere la pensione con totalizzazione, l'interessato non deve essere titolare di una pensione erogata da uno degli enti presso cui è possibile presentare domanda di totalizzazione.

 

Ai fini del diritto alla pensione la contribuzione eventualmente sovrapposta va valutata una sola volta, ferma restando l'utilità ai fini del calcolo della pensione stessa.

 

La totalizzazione deve essere totale, cioè deve riguardare tutti i periodi assicurativi esistenti nelle varie gestioni previdenziali, nel loro intero.

 

La totalizzazione è totalmente alternativa alla ricongiunzione, per cui non si può ottenere la pensione con totalizzazione in presenza di una domanda di ricongiunzione presentata e perfezionata dopo il 3 marzo 2006 (data di entrata in vigore del D.Lgs n. 42/2006).

 

Il calcolo della pensione viene effettuato secondo le regole del sistema contributivo.

Nel caso in cui una quota di pensione sia liquidabile con diritto autonomo in una sola cassa, si applicano le regole di calcolo retributive o miste della singola gestione.

 

Ogni gestione determina la parte di propria competenza in rapporto ai periodi di iscrizione e il pagamento della pensione viene effettuato dall'INPS.

 

Decorrenza

La decorrenza della pensione in regime di totalizzazione dipende dalla tipologia di requisito con cui si accede alla pensione:

-pensione di vecchiaia in totalizzazione: si applica la finestra mobile di 18 mesi prevista dall’art. 12 – comma 3 della Legge n. 122/2010;

-pensione di anzianità in totalizzazione: si applica la finestra di 21 mesi di cui alla legge n. 111/2011;

-pensione di inabilità in totalizzazione: decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di pensione a condizione che siano perfezionati tutti i requisiti

-pensione ai superstiti in totalizzazione: decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso dell’iscritto.

Per coloro che hanno maturato i requisiti per la pensione in regime di totalizzazione entro il 31/12/2010 non sono previste finestre di accesso e la decorrenza è dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di pensione da totalizzazione.

 

 

Cumulo di periodi assicurativi e pensione di vecchiaia

Ferme restando le disposizioni in materia di totalizzazione e di ricongiunzione, la legge n. 228 del 24/12/2012 (legge di stabilità 2013), art. 1 co. 239, ha introdotto per gli iscritti a due o più gestioni previdenziali, ad esclusione delle Casse Professionali, la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti al fine di conseguire un’unica pensione.

Tale facoltà può essere esercitata solo per la liquidazione della pensione di vecchiaia e solo da coloro che non siano già titolari di pensione e non siano in possesso dei requisiti per la pensione in una delle gestioni interessate.

Il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue comunque in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi più elevati tra quelli previsti dagli ordinamenti delle varie gestioni previdenziali e degli ulteriori requisiti eventualmente previsti dalla gestione alla quale il lavoratore risulta da ultimo iscritto.

 

Il calcolo della pensione viene effettuato secondo le regole di calcolo del sistema, contributivo o misto, applicabile all’interessato considerando l’anzianità complessivamente maturata in tutte le gestioni interessate.

Ogni gestione determina la parte di propria competenza in rapporto ai periodi di iscrizione e il pagamento della pensione viene effettuato dall'INPS.

La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti.

Totalizzazione internazionale  

Totalizzazione internazionale

Con Regolamento CE 1606/1998 è stata estesa anche ai dipendenti pubblici l’applicazione dei regolamenti comunitari che regolano la totalizzazione dei periodi contributivi esistenti presso le gestioni previdenziali degli stati membri dell’Unione Europea.

L’interessato può chiedere all’ente previdenziale dello stato membro presso il quale risulta da ultimo iscritto la valutazione dei contributi versati presso gli altri stati membri dell’Unione Europea.
I periodi esteri vengono valutati al fine di determinare l’anzianità contributiva complessivamente maturata per il diritto a pensione mentre la misura della pensione viene determinata secondo le regole del pro-rata.
In particolare viene determinato l’importo della pensione considerando l’anzianità complessiva, ma viene messo in pagamento l’importo corrispondente al rapporto tra il totale dei periodi, nazionali ed esteri, e i periodi contributivi nazionali.
Tuttavia, se l’interessato ha maturato autonomo diritto a pensione a prescindere dall’applicazione del Regolamento CE 1606/1998, viene messa in pagamento la pensione più favorevole tra quella calcolata secondo il pro-rata di cui sopra e quella calcolata in base alla sola contribuzione nazionale.
Gli stati esteri procederanno autonomamente, ognuno secondo le proprie regole, alla liquidazione della pensione per i periodi contributivi accreditati presso le proprie gestioni previdenziali.

Per quanto riguarda periodi contributivi accreditati presso stati extra comunitari per i quali non trova applicazione il Regolamento CE 1606/1998, le procedure di coordinamento tra le varie gestioni previdenziali sono regolate da apposite convenzioni bilaterali tra gli stati.

 


Contatti:

Servizio Risorse Umane

Via Oberdan, 8

 

Dott.ssa Lucia Tesei - Capo Servizio  

Tel: 071 220 2295 

Fax: 071 220 2249

Email: l.tesei@univpm.it

 

Dott.ssa Noemi Bufarini

Tel: 071 220 2258

Email: n.bufarini@univpm.it

 

 
 

Ultimo aggiornamento: 02-02-2015

 

Università Politecnica delle Marche P.zza Roma 22, 60121 Ancona Tel (+39) 071.220.1, Fax (+39) 071.220.2324 P.I. 00382520427

Sito a cura del Servizio Informatico Amministrativo

 
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