Razionale
Benché attualmente non esistano studi scientifici conclusivi che dimostrino una associazione tra errori in medicina e disuguaglianze di salute legate a fattori socio-economici, è ragionevole ipotizzare che le situazioni che riducono l'accesso a prestazioni appropriate e tempestive impattino negativamente sulla salute e aumentino il rischio di errori in medicina, anche in termini di diagnosi errate, per alcune categorie svantaggiate di soggetti (basso livello culturale, basso livello socioeconomico).
Lo studio si è posto come obiettivo di valutare l'associazione tra diagnosi errate e variabili di deprivazione socioeconomica in soggetti deceduti in ospedale e sottoposti ad autopsia.
Materiali e metodi
È stato realizzato uno studio di coorte storica costituita da soggetti deceduti presso un'azienda ospedaliera universitaria e sottoposti ad autopsia nel periodo 2003-2008. È stata considerata "esposizione" la presenza di variabili socioeconomiche associate a svantaggio (disoccupazione, analfabetismo/licenza elementare, residenza in un Comune deprivato, stato civile suggestivo di isolamento) mentre l'esito studiato è la presenza di discordanza diagnostica fra diagnosi in vivo e diagnosi autoptica. Ai fini della valutazione del rischio di errore in funzione dei diversi fattori di esposizione, le variabili socioeconomiche, cliniche e di
genere sono state inserite in un modello di regressione logistica "stepwise forward" aggiustato per i principali confondenti (sesso, età, comorbidità).
Risultati
L'analisi è stata compiuta su 397 soggetti sottoposti ad autopsia. La discordanza diagnostica complessiva tra diagnosi clinica e diagnosi autoptica è risultata del 45,6% (IC95%40,5-50,5), con una frequenza di errori diagnostici che hanno probabilmente contribuito al decesso pari al 58,6% (IC95% 51,3-65,8). Il rischio di errore è risultato aumentato per i soggetti residenti in aree caratterizzate da deprivazione elevata o molto elevata (OR 1,8; IC95%1,1-3,2; p=0,047), anche dopo aggiustamento per i principali confondenti.
Conclusioni
Nel campione esaminato gli errori appaiono associati alla residenza in aree deprivate o molto deprivate. Nonostante i limiti dello studio (numerosità campionaria relativamente ridotta, studio monocentrico, ecc.), i risultati ottenuti suggeriscono che le caratteristiche socioeconomiche e gli errori diagnostici non siano fenomeni indipendenti. Inoltre, l'aver riscontrato tale evidenza in un contesto caratterizzato dall'utilizzo di avanzate tecnologie diagnostiche, dalla presenza di competenze accademiche e dall'adozione di politiche socio-sanitarie di contrasto alle disuguaglianze di salute pone la necessità, per gli attuali sistemi sanitari, di individuare strategie volte alla gestione integrata dei due problemi.