I colangiociti sono le cellule epiteliali che costituiscono l'albero biliare intra-epatico. Queste cellule sono il target di un'ampia serie di patologie, definite con il termine di colangiopatie. Pur se ad eziologie diverse, le colangiopatie hanno una caratteristica che le accomuna, cioè la progressione verso la distruzione dell'albero biliare, come conseguenza dell'alterazione della sopravvivenza dei colangiociti. In tali patologie, infatti, la morte per apoptosi prevale sulla capacità proliferativa compensatoria dei colangiociti stessi.
Attualmente non esiste alcuna terapia che sia efficace nel sostenere la sopravvivenza dei colangiociti. Abbiamo recentemente dimostrato che i colangiociti esprimono il recettore per il Glucagon-Like Peptide-1 (GLP-1R), la cui attivazione è in grado di stimolare la proliferazione delle cellule dell'albero biliare in risposta alla colestasi. L'agonista selettivo del GLP-1R, l'exendin-4, stimola la proliferazione delle cellule b pancreatiche e ne previene la morte per apoptosi. Infatti l'exendin-4 è stata di recente introdotta come nuovo farmaco per la terapia dei pazienti diabetici. L'obiettivo dello studio è stato quindi di verificare se l'exendin-4 è efficace nel prevenire la morte per apoptosi dei colangiociti. Per verificare tale ipotesi abbiamo seguito due strategie diverse, sia
in vitro che in vivo. In vitro, abbiamo testato se l'exendin-4 è in grado di prevenire l'apoptosi indotta dal glycochenodeoxycholic acid (GCDCA, un acido biliare citotossico); in vivo, gli animali sono stati sottoposti a legatura del coledoco (BDL) per una settimana e, successivamente, ad una singola iniezione intraportale di CCl4, in assenza o presenza di un trattamento con exendin-4 per 3 giorni. Tale modello animale ricrea le anomalie tipiche delle colangiopatie nell'uomo, cioè una condizione di colestasi cronica e disregolazione del bilancio tra proliferazione e morte per apoptosi dei colangiociti.
Abbiamo osservato che l'exendin-4 previene la traslocazione mitocondriale di Bax, il rilascio del citocromo c e l'attivazione della caspasi 3 indotta dal GCDCA. L'inibitore selettivo di PI3K, ma non quello di cAMP/PKA o di Ca2+-CamKinase neutralizzavano l'effetto dell' exendin-4. In vivo, la somministrazione di exendin-4 preveniva l'aumento del numero di colangiociti positive al TUNEL e la perdita di dotti biliari osservata come conseguenza della BDL e della intossicazione con il CCl4. Il nostro studio ha quindi dimostrato che l'exendin-4 previene l'apoptosi dei colangiociti sia in vitro che in vivo; tale effetto è dovuto alla capacità dell'exendin-4 di contrastare l'attivazione della via mitocondriale dell'apoptosi. Questi dati quindi supportano l'ipotesi che l'exendin-4 possa essere efficace nel rallentare la progression delle colangiopatie verso la duttopenia.
Editoriale della rivista a commento dello studio:
Beuers U, Goke B. GLP-1 analogues: a new therapeutic approach to prevent ductopenia in cholangiopathies? Gut 2009;58:902-903.