Questo lavoro riguarda lo studio dei flussi delle forme di resistenza prodotte dalle dinoflagellate in due stazioni situate nell'Adriatico settentrionale, tra la primavera del 2004 e l'inverno del 2006. I flussi di cisti sono stati stimati mediante trappole per sedimenti. Nello stesso periodo sono state investigati le caratteristiche idrologiche della colonna d'acqua e l'andamento dei popolamenti fitoplanctonici.
Sono stati inoltre effettuati campionamenti dei sedimenti, per poter valutare la concentrazione delle cisti ed ottenere materiale per gli esperimenti di germinazione e la sperimentazione di sistemi di identificazione molecolare (PCR sul gene ribosomiale 5.8S e sulle regioni ITS ).
Capitolo I. I flussi di cisti misurati si sono concentrati in due periodi per entrambe le stazioni: verso maggio con valori elevati per piccole forme attribuite al genere Woloszynskia e verso la metà di agosto con dei picchi ascrivibili a cisti di Scrippsiella cfr. trochidea. Questi picchi sono stati osservati durante periodi caratterizzati da flussi minimi di materiale particellato totale. Sia nei campioni di trappola che nei sedimenti,
sono state osservate cisti relative a dinoflagellate potenzialmente tossiche
(Lingulodinium polyedrum e Alexandrium minutum). Sono state inoltre rinvenute cisti di forme appartenenti a specie di cui è ancora ignota la forma vegetativa (Bicarinellum tricarinelloides).
Capitolo II. In generale, il riconoscimento tassonomico di cisti di piccole dimensioni con caratteristiche morfologiche non distintive è piuttosto difficile mediante l'osservazione al microscopio. In questo capitolo vengono presentati i risultati dell'impiego di tecniche di biologia molecolare (PCR 5.8SrDNA ITS) delle cisti presenti nei campioni di sedimento. Questo studio è stato svolto presso il Centro Biologia Ambientale dell'Università di Urbino. La PCR, in seguito alla messa a punto delle metodiche per la purificazione del campione e per l'estrazione del DNA, si è dimostrata una tecnica sensibile ed ha permesso l'identificazione di specie che per la scarsa concentrazione erano sfuggite all'osservazione al microscopio (Protoceratium
reticulatum).
Capitolo III. Sono state compilate 34 schede per l'identificazione tassonomica di cisti di dinoflagellate rilevate nel Mar Mediterraneo. Tali schede includono una breve descrizione, i riferimenti bibliografici e sono corredate da fotografie in microscopia ottica ed elettronica.
Questo lavoro, svolto in stretta collaborazione con la Stazione Zoologica "Anton Dohrn" di Napoli, rappresenta il primo contributo per l'allestimento di una sezione dedicata alle cisti dei dinoflagellate nell'ambito del Website on Mediterranean phytoplankton (http://botanica.szn.it/data_ita.htm).
L'allestimento di tale sito è stato finanziato dal progetto ASTAPLAN (finanziamento MIUR). Il sito web, in corso di completamento ed aggiornamento, è stato aperto al pubblico da circa anno. Comprenderà schede per l'identificazione di specie fitoplanctoniche, in lingua italiana e inglese e rappresenterà un essenziale strumento di aggiornamento per ricercatori e tecnici coinvolti in progetti di al monitoraggio ambientale marino e problematiche HAB (Harmful Algae Blooms). L'integrazione
del sito web con una sezione dedicata alle cisti di dinoflagellate, completa di riferimenti bibliografici, rappresenta un contributo importante, vista la notevole frammentazione della letteratura utile al riconoscimento di queste forme.