Il sito dei "Sassi di Matera", classificato dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità nel 1993, è un esempio eccezionale di architettura tradizionale bioclimatica Mediterranea. All'interno di questo immenso patrimonio artistico si trovano abitazioni ipogee, edifici in pietra ed abitazioni miste, in parte ipogee e in parte fuori terra. Nel presente studio è stato analizzato il comportamento delle strutture ipogee in tre condizioni: non ristrutturate, immediatamente dopo la ristrutturazione, alcuni anni dopo la ristrutturazione (in normali condizioni di utilizzo).
Sono state monitorate un'abitazione ipogea profonda ed una superficiale. È stata effettuata una simulazione parametrica in regime dinamico utilizzando il software EnergyPlus al fine di quantificare il bilancio energetico durante l'intero arco dell'anno.
L'analisi energetica dell'abitazione ipogea di superficie dimostra che tali ambienti, una volta ristrutturati ed in condizioni di normale occupazione, forniscono parametri termo-igrometrici che ricadono all'interno dei limiti stabiliti dagli indici di comfort definiti "voto medio previsto" (PMV) e "percentuale prevista di insoddisfatti" (PPD). La notevole massa termica delle pareti assicura condizioni microclimatiche interne stabili nelle varie stagioni, senza differenze nelle fluttuazioni termiche giornaliere. Gli ambienti ipogei profondi, senza alcun sistema di ricambio dell'aria, non raggiungono condizioni di comfort termo-igrometrico. Si è dimostrato come queste strutture abbiano un bilancio termico nullo durante le stagioni intermedie, mentre in estate il solaio disperde calore raffrescando gli spazi interni. L'opposto accade in inverno.
Dallo studio si è potuto concludere che questi edifici rispettano i principi della progettazione bioclimatica e che possono essere utilizzati, dopo la ristrutturazione, con un limitato uso di impianti tecnologici.
Lo studio è stato effettuato nell'ambito di una tesi di dottorato seguita in collaborazione tra il Dipartimento DACS dell'Università Politecnica delle Marche e il Dipartimento di Ingegneria e Fisica Ambientale dell'Università della Basilicata, autore corrispondente Prof. Cardinale.