Permessi

Tipologie di permessi e modalità per la concessione

Permessi brevi  

Al personale che ne faccia richiesta possono essere concessi, previa autorizzazione del responsabile della struttura, permessi di durata non inferiore a 30 minuti e non superiore alla metà dell’orario di lavoro giornaliero (3 ore e 36 minuti per chi effettua l’orario settimanale su 5 giorni, 3 ore per chi effettua l’orario su 6 giorni).

 

Tali permessi non possono superare le 36 ore annue; possono essere concessi anche per giustificare eventuali ingressi in ritardo o uscite anticipate, ovviamente limitati.

 

Le ore non lavorate devono essere recuperate entro e non oltre il mese successivo. Nel caso in cui il recupero non venga effettuato, deve essere decurtata proporzionalmente la retribuzione.

 

L’istituto del permesso breve è l’unica disposizione che consente di avere un debito orario da recuperare entro il mese successivo.

 

Permessi retribuiti  

Permessi retribuiti previsti dall’art. 30 CCNL 16.10.2008  

Possono essere concessi al personale che ne faccia richiesta adeguatamente documentata, previa autorizzazione del Responsabile della Struttura di appartenenza, nei seguenti casi:

 
Evento
Durata permesso
Concorsi ed esami limitatamente al giorno di svolgimento delle prove
8 gg. l’anno
Lutti
Decesso del coniuge o del convivente, di parente entro il 2° grado o di affini di 1° grado
3 gg. per evento fruibili entro 7 gg. dall’evento luttuoso
Grave infermita’ del coniuge o del convivente, di parente entro il 2° grado
3 gg. l’anno
Nascita figli, gravi motivi personali o familiari
18 ore l’anno
Matrimonio
15 gg. consecutivi con inizio entro i 10 gg. successivi all’evento
 
 

 

Tali permessi possono essere fruiti cumulativamente nell’anno solare, non riducono le ferie né la retribuzione e sono computati nell’anzianità di servizio.

 

I permessi per nascita figli, gravi motivi personali o familiari, se utilizzati per una durata inferiore alla giornata lavorativa, possono essere richiesti:

  • dalle ore 7,30, qualsiasi sia l’orario di lavoro effettuato nella giornata dal dipendente, se il permesso viene utilizzato prima dell’ingresso in servizio;
  • per la durata dell’assenza (differenza tra timbratura in uscita e rientro in servizio) per i permessi utilizzati durante l’orario di lavoro;
  • fino al limite giornaliero di 7 ore e 12 minuti tra servizio effettuato e permesso usufruito, se il permesso viene utilizzato al termine della giornata lavorativa.

 

Per chi effettua l’orario su 6 giorni, valgono le medesime regole rapportate all’orario giornaliero che, in tal caso, è di 6 ore.

 

I tre giorni di permesso per grave infermità  del coniuge, del convivente o di parente entro il 2° grado devono  essere utilizzati entro 7 giorni  dall’accertamento dell’insorgenza  della grave infermità o della necessità di conseguenti specifici interventi terapeutici.

La richiesta di permesso è corredata da certificazione  rilasciata da  medico specialista del SSN o con esso convenzionato  o dal medico di medicina generale di libera scelta o dalla struttura sanitaria, in caso di ricovero  o intervento chirurgico;

Nel certificato va indicata la diagnosi clinica e la qualificazione in termini di grave infermità (nelle linee guida in materia di trattamento di dati personali di lavoratori per finalità  di gestione di rapporto di lavoro in ambito pubblico, il Garante per la protezione dei dati personali  ha previsto che “ per fruire di permessi e congedi per gravi infermità o altri gravi motivi familiari, il lavoratore è tenuto per legge a produrre alla propria amministrazione  idonea documentazione medica attestante le gravi infermità o le gravi patologie da cui risultano affetti i propri familiari”).

 

Il permesso per  gravi motivi personali o familiari (18 ore) se richiesto per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche  o esami diagnostici, è giustificato da attestazione, anche in ordine all’orario di permanenza nella struttura, rilasciata dal medico o dalla  struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica (art. 55 septies, comma 5-ter, del Decreto Legislativo 30.3.2001 n. 165 come modificato dall’art. 4, comma 16-bis, della Legge 30.10.2013 n. 125 di conversione del decreto legge 31.8.2013 n. 101).

 

Permessi retribuiti Legge 104/1992  

 

Possono essere concessi al personale che ne faccia espressa richiesta, previa autorizzazione del Responsabile della Struttura di appartenenza, nei seguenti casi:

 

Permessi per il personale con handicap in situazione di gravità


L’art. 33 comma 6 della Legge 5.2.1992 n. 104, come modificato dalla Legge 8.3.2000 n. 53, prevede che i portatori di handicap in situazione di gravità possono fruire:

- di permessi orari giornalieri per due ore al giorno (un’ora se l’orario è inferiore alle sei ore giornaliere)

- di permessi giornalieri per 3 giorni al mese (fruizione a giorni)

- di permessi orari per 18 ore mensili (fruizione frazionata) da usufruire per un tempo minimo di un’ora; se il permesso è fruito per l’intera giornata sono computate 7 ore e 12 minuti per chi lavora su cinque giorni e 6 ore per chi lavora su sei giorni.

 

Le modalità di fruizione sono alternative e, di conseguenza, nel corso dello stesso mese non possono essere fruite cumulativamente più tipologie di permesso.

 

Permessi per il personale che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità  


Ai sensi dell’art. 33 comma 3 della Legge 5.2.1992 n. 104, come modificato dalla Legge 4.11.2010 n. 183, il dipendente che assiste un familiare portatore di grave disabilità, può fruire:

  • di permessi giornalieri per 3 giorni al mese (fruizione a giorni)
  • di permessi orari per 18 ore mensili (fruizione frazionata) da usufruire per un tempo minimo di un’ora; se il permesso è fruito per l’intera giornata sono computate 7 ore e 12 minuti per chi lavora su cinque giorni e 6 ore per chi lavora su sei giorni
  • di permessi orari giornalieri per due ore al giorno (un’ora se l’orario è inferiore alle sei ore giornaliere) fino al compimento del terzo anno di età del figlio con grave disabilità

Può altresì usufruire del prolungamento del congedo parentale retribuito fino al compimento dell’ottavo  anno di età del figlio con grave disabilità.

 

Le modalità di fruizione sono alternative e, di conseguenza, nel corso dello stesso mese non possono essere fruite cumulativamente più tipologie di permesso.

 

I familiari portatori di grave disabilità che il dipendente può assistere sono il coniuge ed i parenti o gli affini entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona da assistere abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

 

L’assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave è consentito a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il 1° grado oppure entro il 2° grado qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o deceduti o mancanti.

 

E’ condizione essenziale che il familiare da assistere non sia ricoverato a tempo pieno e nessun altro lavoratore dipendente usufruisca dei permessi per la stessa persona con handicap.

L’unica eccezione prevista è il riconoscimento del beneficio ad entrambi i genitori, anche adottivi o affidatari, che nel corso del mese possono usufruire alternativamente e non cumulativamente dei permessi per l’assistenza al figlio con handicap in situazione di gravità; inoltre fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, l’utilizzo dei permessi nell’arco del mese è alternativo tra i genitori anche con gli istituti del prolungamento del congedo parentale retribuito e delle due ore di permesso per ciascun giorno lavorativo; oltre i tre anni e fino all’ottavo è alternativo con il prolungamento del congedo parentale. 

 

Per poter usufruire dei permessi è necessario chiedere preventivamente all’Amministrazione il riconoscimento del beneficio allegando alla domanda:

  • il referto rilasciato dalla competente Commissione Medica della ASL/ASUR di appartenenza della persona malata, in cui risulta espresso il giudizio di gravità dell’handicap
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e di responsabilità/consapevolezza nella quale si attesta, tra l’altro, sotto la propria responsabilità che la persona da assistere non è ricoverata a tempo pieno, che nessun altro lavoratore dipendente usufruisce dei permessi per la stessa persona con handicap, di prestare assistenza effettiva nei confronti del disabile per il quale sono chiesti i permessi.

 

Qualora il familiare sia ricoverato a tempo pieno ma l’Istituto non garantisca assistenza per visite specialistiche e terapie al di fuori della struttura si avrà diritto alla fruizione dei permessi limitatamente ai giorni delle terapie e visite debitamente certificate.

 

Il lavoratore che usufruisce dei 3 giorni mensili di permesso per assistere un familiare  residente a più di 150 chilometri di distanza dalla residenza propria, deve attestare con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell'assistito.

 

Permessi per il diritto allo studio  

Possono essere concessi, previa autorizzazione del Responsabile della Struttura di appartenenza, al personale che sia stato espressamente autorizzato dall’Amministrazione ad usufruirne, essendo risultato collocato in posizione utile nella relativa graduatoria.

 

I permessi sono concessi, nella misura massima annua di 150 ore, per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico, per sostenere i relativi esami e per la preparazione dell’esame finale.

 

Altri permessi  

Possono essere concessi al personale che ne faccia richiesta adeguatamente documentata, previa autorizzazione del Responsabile della Struttura di appartenenza, nei casi espressamente previsti da specifiche disposizioni (donazione di sangue,  funzioni presso i seggi elettorali, nomina Giudice popolare, esami prenatali, ecc. ).

Riferimenti normativi

Legge 5.2.1992, n. 104

D.Lgs 119 del 18.7.2011, art. 6

 


Contatti:

Servizio Risorse Umane

Via Oberdan, 8
60122 Ancona

 

Dott.ssa Lucia Tesei Capo Servizio  

Tel: 071 220 2295 

Fax071 220 2249

Email: l.tesei@univpm.it

 

 

Sig.ra Manuela Angela Gina Ausili

Tel: 071 220 2254

Email: m.ausili@univpm.it

 

Sig.ra Mirella  Bartolucci

Tel: 071 220 2250

Email:  mirella.bartolucci@univpm.it

 

Sig.ra Elisabetta Angeletti 

Tel: 071 220 2372

Email: e.angeletti@univpm.it

 

 

Sig.ra Stefania Santarelli      

Tel: 071 220 2257                   

Email: s.santarelli@univpm.it