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Corso di laurea magistrale in Rischio Ambientale e Protezione Civile

 

Sede: Ancona - via Brecce Bianche - ingresso 3
Accesso: libero
Ordinamento: D.M. 270/04
Tipologia: Corso di Laurea Magistrale (2 anni)


 

Il Corso di Studio in breve



 

Il corso di laurea magistrale in Rischio Ambientale e Protezione Civile (classe LM-75) ha l'obiettivo di formare laureati magistrali capaci di analizzare, interpretare e gestire il complesso rapporto uomo-ambiente, nell'ambito delle problematiche di sostenibilità delle risorse naturali e di pianificazione, coordinamento e gestione delle attività di protezione civile. Attivato nell'anno accademico 2006-2007 come corso di Sostenibilità Ambientale e Protezione Civile, è stato sottoposto nel 2015-16 a lievi modifiche nel titolo, nel contenuto e nell'organizzazione dei corsi per rendere il percorso più professionalizzante e più visibile al mondo del lavoro. Il percorso formativo degli studenti è fortemente indirizzato verso le tematiche del "rischio", declinato in molte sue componenti. Il corso di studi è una continuazione del corso di laurea in Scienze del Controllo Ambientale e Protezione Civile (classe L-32) di questa università ed è rivolto anche a laureati di altre classi di laurea che vogliano approfondire ed estendere la conoscenza sulle suddette tematiche. Caratteristica distintiva di questo corso è l'approccio interdisciplinare allo studio dei processi naturali, inclusi gli eventi estremi e le loro ripercussioni sui sistemi socio-economici. Gli studenti acquisiscono competenze specifiche di valutazione del rischio (rischio chimico, industriale, rischio e prevenzione incendi, rischio geologico, climatico, biologico, ecologico,) e di protezione civile, sia nell'ambito della previsione, prevenzione e mitigazione degli eventi naturali estremi, sia nella pianificazione e gestione delle emergenze (riduzione rischio disastri, strumenti GIS nella protezione ambientale e civile, gestione integrata delle emergenze, la medicina delle grandi emergenze e dei disastri), oltre all'approfondimento di discipline e tematiche ambientali (legislazione e monitoraggio ambientale, gestione dei rifiuti e bonifiche ambientali, conservazione della natura e gestione delle aree protette, certificazioni e regolamenti ambientali, sostenibilità ambientale ed energetica). Le esercitazioni di laboratorio e sul campo, altre attività professionalizzanti nel campo del monitoraggio ambientale, tecniche di telecomunicazione, telerilevamento, tecniche antiincendio ed emergenze in mare, nonché la tesi di laurea magistrale, completano la formazione, permettendo allo studente l'applicazione delle conoscenze teoriche a situazioni reali o simulate.

 

Profilo professionale e sbocchi occupazionali



 

Il profilo professionale del laureato magistrale in Rischio Ambientale e Protezione Civile è caratterizzato da una preparazione interdisciplinare scientifica, legislativa e manageriale che gli consente di affrontare in modo integrato problematiche legate al degrado ambientale ed agli eventi naturali estremi (terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni, ecc.). La conoscenza delle problematiche dei vari tipi di pericolo ambientale (chimico, biologico, geologico e climatico), unitamente alla conoscenza degli aspetti sociali, economici e legislativi attinenti la sostenibilità ambientale, permette ai laureati di proporre piani, strategie ed interventi per la previsione e prevenzione di impatto ambientale e di ripristino di ambienti alterati e per la gestione di differenti tipologie di emergenze. Più che specialista di una determinata disciplina, questa figura professionale deve avere la capacità di interfacciarsi e comunicare con gli esperti di vari settori, al fine di raccogliere e sintetizzare dati ed informazioni necessarie alla risoluzione di situazioni complesse. Nel particolare ambito delle protezione civile, questo laureato magistrale deve anche avere la capacità di coordinamento delle molteplici attività di soccorso tecnico urgente necessarie ad un rapido ripristino della normalità. Oltre alla capacità di raccogliere e interpretare i dati necessari alla definizione di una determinata contingenza, il laureato in Rischio Ambientale e Protezione Civile deve saper valutare e decidere autonomamente su problematiche che coinvolgono scelte sociali, economiche ed etiche, nonché aver capacità di comunicare informazioni ed idee anche ad interlocutori non specialisti (mass media, amministratori e legislatori).

 

 

Funzione in un contesto di lavoro:
Consulente in campo ambientale per il monitoraggio e recupero di ecosistemi degradati
Capacità di effettuare e coordinare attività di monitoraggio ed interpretazione dei risultati
Sviluppare strumenti informatici per l'analisi spaziale dei processi socio-ambientali
Sviluppare strategie per l'utilizzo dell'energia in modo sostenibile (sia proveniente da fonti rinnovabili sia quelle fossili)
Coordinare e gestire emergenze ambientali e di protezione civile
Comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità lo stato di un'emergenza ambientale o di protezione civile (mass media,
pianificatori, decisori politici, legislatori)
Progettare e sviluppare progetti di educazione ambientale e di protezione civile
Promuovere attività pubbliche volte alla prevenzione dei rischi e diffondere una cultura di prevenzione del rischio e di sostenibilità ambientale
Scrivere progetti di ricerca e richieste finanziamento

 

Competenze associate alla funzione:
Responsabile di pianificazione ed interpretazione di piani di monitoraggio ambientale
Coordinatore delle attività di protezione civile
Pianificatore delle emergenze (sviluppo piani di emergenza)
Specialista del recupero e della conservazione del territorio
Pianificatore di strategie di salvaguardia dell'ambiente
Certificatore energetico-ambientale degli edifici

Sbocchi occupazionali:
Gli sbocchi occupazionali attesi riguardano l'accesso a:

Strutture pubbliche e private preposte al controllo e protezione dell'ambiente, Enti nazionali e locali con funzioni di protezione civile
Studi professionali e società di consulenza (energie alternative, sicurezza sul lavoro, ecc), ESCO (Energy Service Company)
Strutture pubbliche o private di ricerca applicata allo studio delle condizioni dell'ambiente e dei problemi di inquinamento (Università, CNR, ENEA, ecc.)
Industrie di varia natura (chimica, estrattive, manifatturiere, elettroniche, biotecnologiche, ecc.), Enti pubblici (ministeri, regioni, comuni)
Agenzie internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, agenzie non governative)
I laureati che avranno crediti in numero sufficiente in opportuni gruppi di settori potranno, come previsto dalla legislazione vigente, partecipare alle prove di ammissione per i percorsi di formazione per l'insegnamento secondario.

 
 
 
 

Ultimo aggiornamento: 27-09-2017

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